Direttore responsabile    Carmelo Lavorino
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Investigazione criminale, Criminologia, Criminalistica, Intelligence, Sicurezza, Scienze dell'Investigazione e Forensi, Analisi Criminale Sistemica
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Indagini Difensive IL GIALLO DI ARCE E L'ASSOLUZIONE DI CARMINE BELLI “IL CAPOLAVORO DEL SEGUGIO” Carmine Belli, noto come “il carrozziere d’Arce”, venne accusato, incarcerato e processato per l'omicidio di Serena Mollicone, noto come IL GIALLO DI ARCE. Dopo 17 mesi di  carcere e alla fine del processo di primo grado venne assolto e scarcerato. Belli era stato “puntato” come assassino dalla Procura di Cassino, dalla Squadra Mobile di Frosinone e  dall'UACV della Criminalpol. Venne salvato da un validissimo collegio difensivo e dal CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale). Il CESCRIN effettuò attività tecniche,  investigative e criminalistiche di prim'ordine, tanto da farlo assolvere in tutti e tre i gradi di giudizio. DetectiveCrime riporta tutte le attività d'indagine difensive che contribuirono a fare assolvere Belli e che vennero definite “IL CAPOLAVORO DEL SEGUGIO”. Il contributo è dei  componenti il Pool che fece assolvere Belli: Fernanda Carraccia, Dante Davalli, Enrico Delli Compagni, Carmelo Lavorino, Marco Lilli, Jusy Ruffo. A volte, per motivi di conoscenza  diretta, la descrizione è fatta in prima persona dal prof. Lavorino, a volte dall'intero gruppo SOMMARIO  LA SCOMPARSA E IL RITROVAMENTO DEL CADAVERE LE PISTE INVESTIGATIVE SEGUITE GLI AVVISTAMENTI DI SERENA MOLLICONE VIENE PUNTATO CARMINE BELLI I MOTIVI INIZIALI DI SOSPETTO VERSO CARMINE BELLI IL MODUS OPERANDI  SECONDO L'IMPIANTO ACCUSATORIO LE 21 TESI DELL’IMPIANTO ACCUSATORIO LA SINTESI DELLE ATTIVITÀ DI INDAGINE DIFENSIVA   1 – LA SCOMPARSA DI SERENA E IL RITROVAMENTO DEL CADAVERE Serena Mollicone scompare la mattina del 1° giugno 2001. In serata ne danno l’allarme il padre e il fidanzato. Il suo cadavere sarà rinvenuto due giorni dopo in Fontecupa,  composto in modo originale, macabro, strano e intrigante, accanto a vecchi televisori abbandonati,  nascosto da rami e fogliame, dietro un contenitore di metallo. Nella radura di Fontecupa, verso le ore 12,15 del 3 giugno, durante una perlustrazione ad opera dei volontari della protezione civile, è rinvenuto il cadavere di Serena Mollicone, nascosto da  alberi e da una vegetazione rigogliosa. La zona è sconosciuta ai più, un ritrovo di coppiette, di spacciatori e consumatori di droga, un luogo di passaggio per i pescatori del fiume Liri, distante  una cinquantina di metri.   All'interno della radura c’è la discarica di televisori ed altri oggetti.   Serena giace dietro un contenitore metallico di forma parallelepipeda e i televisori abbandonati nella discarica. La parte superiore del corpo è coperta da vegetazione verde, ben fissata da tre  rami spezzati e conficcati nel terreno. Il capo è nascosto in una busta di nylon bianca col marchio Eurospin.  Durante l’ispezione cadaverica presso l’obitorio di Sora, il medico legale Antonella Conticelli scoprirà che il viso era avvolto da un nastro adesivo bianco marca Ghost, largo circa 5  centimetri - cinque giri dal naso al mento.  La busta Eurospin è chiusa da altro nastro adesivo bianco. Le mani sono dietro la schiena con i polsi uniti e legati dal nastro Ghost; sul nastro dei  polsi è annodato e stretto del filo metallico. Il primo terzo delle caviglie è legato da nastro adesivo su cui è serrato altro filo metallico. Le caviglie sono tenute strette da filo metallico legato  sopra gli scarponcini neri.   Il corpo è collegato a un arbusto distante circa due metri, tramite un rocchetto di filo metallico ricoperto da plastica di colore rosso. A circa cinque metri dal corpo, fra la vegetazione, sono  sparsi  una tesina scolastica con la copertina, una tesina sulla follia, un libro di diritto dal titolo “Elementi di diritto. Nozioni di diritto del lavoro. Legislazione sociale” edizioni Giunti, una  monografia di Van Gogh. All’interno del libro c’è la ricevuta di pagamento della visita ortopanoramica con orario 8,37.  Le foto della scena del rinvenimento di Serena ci hanno fatto dedurre per due motivi che il contenitore era stato spostato da poche ore. Primo, quando il contenitore metallico è stato spostato  dai carabinieri l’erba era ancora fresca. Secondo, a pochi metri si intravedono le tracce precedenti della sua base, tracce dell’erba secca e piegata dalla presenza del contenitore per diversi  giorni.   I primi ad arrivare sono i Carabinieri di Fontana Liri, poi intervengono i Carabinieri della Scientifica e subito dopo il medico legale Antonella Conticelli. Vengono attuate le prime procedure  di non contaminazione della scena, di ispezione esterna e di sopralluogo. Il tutto viene filmato e fotografato.   Dopo le procedure di rito il corpo di Serena viene trasportato all’ospedale di Sora dove, alle 15,30, ha inizio l’ispezione esterna della salma: l’operazione viene filmata e fotografata.   Secondo il medico legale le cause della morte sono “asfissia meccanica da occlusione completa degli orifizi nasale e buccale in soggetto con shock traumatico ed emorragico, affetto  da iperplasia timica”.  Risulta che Serena ha subito un colpo alla testa (sopracciglio sinistro) ed ha perso i sensi; lo shock traumatico ha provocato il coma; l’imbavagliamento e l’occlusione  della bocca e del naso sono stati il colpo di grazia per causare la morte.  Sempre il 4 giugno i Carabinieri di Isola Liri, dopo una minuziosa opera di pulizia e di disboscamento della zona trovano fra i cespugli il restante del rotolo di nastro adesivo bianco marca  Ghost usato per legare Serena, un paio di forbici arrugginite, un rocchetto di filo metallico, l’anima di cartone di un rotolo di carta. Il primo reperto è sicuramente connesso alla morte di  Serena, degli altri non vi è prova.  
IL PROCESSO L'impianto accusatorio contro Carmine Belli era formato da 21 Tesi molto forti, che vennero confutate e demolite dal CESCRIN con la logica sistemica e l'applicazione del Metodo MOCCI. Nel prossimo numero pubblicheremo la confutazione completa delle 21 Tesi.
In alto a sinistra il corpo di Serena Mollicone    In alto a destra i libri e la tesina. In basso a destra il filo del rocchetto indicato dalle due freccette rosse.