Direttore responsabile    Carmelo Lavorino
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Investigazione criminale, Criminologia, Criminalistica, Intelligence, Sicurezza, Scienze dell'Investigazione e Forensi, Analisi Criminale Sistemica
SERIAL KILLER: ASPETTI CRIMINALISTICI CRIMINOLOGICI INVESTIGATIVI Autori Carmelo LAVORINO, Enrico DELLI COMPAGNI Saggio introduttivo. Nel prossimo numero tratteremo le tecniche di analisi criminale e investigative per l'individuazione e la cattura di questa tipologia di assassini 1 - IL SERIAL KILLER Il serial killer, letteralmente assassino seriale o assassino a catena, è l’uccisore di più persone in tempi diversi senza avere moventi del tipo logico e diretto verso le vittime o alcune di esse. Uccide sistematicamente per una o più delle seguenti motivazioni:  1) per il bisogno psicopatologico di uccidere, per motivi psicopatologici che lo portano a confondere il bene con il male: forti turbe mentali, schizofrenia, psicosi;  2) per scelta di tacitazione testimoniale dopo un’aggressione sessuale, movente logico di questa tipologia. Solitamente il SK che uccide in seguito ad aggressione sessuale ha una componente sadica. Potremmo perfezionare dicendo che la morte in questi casi non è l'obiettivo primario, l'obiettivo sarebbe l'appagamento della fantasia sessuale tramite stupro mortale o la dominazione della vittima, quindi è mosso da un forte ed anomalo impulso sessuale,  comunque legato al movente della tacitazione  testimoniale;  3) per ricavare piacere dall’atto di infliggere la morte, dalle sofferenze inflitte alla vittima e dalla morte stessa;  4) per motivazioni endogene, emozionali e/o d’interesse psicologico, ideologico o di altro tipo;  5) per stimoli esterni. La sistematicità dei suoi delitti è dettata da una serie di elementi circostanziali, casuali, storici, personologici, psicopatologici e da una logica perversa, mortale, capovolta e  dominata dall’istinto di morte. La sua mente è governata dal desiderio di provocare la morte: non esiste serial killer senza istinto di morte. Il movente è del tipo strumentale ed espressivo, quindi è un movente del tipo misto. Per movente s'intende la motivazione psicologica, il tipo d'interesse personale, le circostanze e i comportamenti della diade assassino-vittima, che hanno determinato la criminogenesi e la criminodinamica. Il serial killer è un fautore di omicidi e nella sua attività (conscia e/o inconscia) migliora contemporaneamente il modus operandi, la tecnica degli atti autoconservativi ed autosicurezza, la  metodologia per la contemplazione del piacere e il godimento della firma. Al contempo necessita di una dose sempre maggiore di eccitazione e/o piacere per cui gli omicidi spesso sono  tempisticamente più ravvicinati e sempre più efferati, perché si lascia dominare dal proprio bisogno.  Il serial killer è un soggetto che convive con un mostro interiore creato, dominato e rappresentato dalla crudeltà e dall'intelligenza che ne gestiscono la forza e le possibilità esecutive.    Quando in un soggetto si verificano la presenza di una o più perversioni sessuali, uno o più meccanismi di tipo fobico compulsivo con la tendenza a ripetere quelle esperienze che danno  piacere, la presenza di una intensa aggressività, un acuto senso di rivalsa verso la società e/o una situazione che ha creato il punto di rottura e il quid definibile come “Istinto di uccidere più  Volontà di dare la Morte”, l'individuo è definibile serial killer classico.   Il serial killer classico si differenzia dagli sterminatori storici del tipo Gilles de Rais, la marchesa Erzsébet  Bathory, perché costoro uccidevano per scopi sessuali avvalendosi del loro  potere, senza nasconderne la responsabilità e senza eseguire un piano ben preciso. Si differenzia dai criminali sterminatori dei campi di concentramento, delle camere a gas, dei gulag, delle  foibe e  delle pulizie etniche, perché questi uccidevano per motivi ideologici e/o pseudo religiosi, sicuramente fanatici, ma soprattutto perché in quei casi l'aspetto sadico dell'Es si fondeva con  i doveri del Super-IO, dando vita a una “giusta causa” quale la difesa dallo stato o della società dominante. Si differenzia dal “killer for a profit” perché quest’ultimo uccide per commissione  e su contratto.  Le tre citate categorie di assassini, come il serial killer, reputano la soppressione della vittima quale momento finalistico del loro crimine, ma si differenziano proprio per le motivazioni, il  piano esecutivo e le gratificazioni ricercate. Comunque, sono frequenti i casi di assassini prezzolati che agiscono nei contesti della criminalità organizzata, di sicari del terrorismo e dei gruppi  militari e paramilitari, che contemporaneamente sono anche assassini seriali, soprattutto quando il gusto di uccidere supera e sostituisce l'obbedienza al contratto/ordine da onorare, al  combattimento e all'uccisione bellica.  L'aspetto fondamentale da considerare è il piacere che si ottiene dal commettere omicidi, ovvero quella soddisfazione fisica e/o psicologica che se ne trae. Il killer della mafia Richard  Kuklinski, detto “uomo di ghiaccio” confessò di aver ucciso oltre 250 persone, alcune delle quali anche per scopi personali e che, comunque, provava piacere nel suo lavoro. Lo stesso si può  dire di Elmer Francis Burke detto “Grilletto”.  Durante la guerra di Jugoslavia vi sono stati diversi casi raccapriccianti e tra questi spicca Milan Lukić che assieme al proprio gruppo paramilitare “Aquile bianche”, di cui facevano parte  anche il fratello Milos e il cugino Sredoje, fu autore di diverse stragi motivate da fanatismo religioso ed etnico, ma soprattutto guidato dal proprio sadismo. In un'occasione uccise un gruppo di  bosniaci musulmani bruciandone vivi 66, la maggior parte dei quali erano donne anziane e bambini, la più giovane aveva due giorni di vita. Avevano sbarrato porte e finestre per poi appiccare  il fuoco, aspettando all'esterno chi fosse riuscito a scappare per ucciderli con le loro armi. È stato condannato per genocidio insieme al fratello ed al cugino. In questo caso l'ideologia etnica era  una scusa per dare sfogo alle pulsioni ed alle fantasie pervese, sadiche ed omicidiarie. 
Criminal Minds – Menti Criminali Scienza del Comportamento
  SOMMARIO  1. IL SERIAL KILLER   2. UCCISORI MULTIPLI E SERIAL KILLERS   3. ELEMENTI FONDAMENTALI NELLE CARATTERISTICHE DEI SERIAL KILLERS    4. LE 30 COMPONENTI PSICODINAMICHE DEL SERIAL KILLER   5. CLASSIFICAZIONE DEL SERIAL KILLER SECONDO I CRITERI DEL MOVENTE,  DELLA    PIANIFICAZIONE OMICIDIARIA E DELL'APPROCCIO PER LA RECIPROCITÀ LETALE   6. IL SUPER SERIAL KILLER 
In alto. Il generale Gilles de Rais e la marchesa Erzsébet Bathory, due sadici sanguinari. A destra il sociopatico puro cannibale superorganizzato dott. Hannibal Lecter.
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