Direttore responsabile    Carmelo Lavorino
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Investigazione criminale, Criminologia, Criminalistica, Intelligence, Sicurezza, Scienze dell'Investigazione e Forensi, Analisi Criminale Sistemica
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                                              Logica Investigativa MA.C.R.EV. Matrice Cronologica della Ricostruzione dell’Evento: un formidabile strumento logico investigativo. 1-Definizione di MACREV. 2-I dati e le tabelle fondamentali della MACREV. 3-La cronologia degli eventi. 4-I cinque gruppi dati MACREV. 5-Le tabelle MACREV. 6- Conclusioni  della MACREV.  Proponiamo ai lettori il primo degli strumenti di analisi investigativa criminale sistemica noto come “MACREV”. Lo facciamo riportandoci a un caso processuale concreto, il  processo contro Antonella Conserva accusata di essere la “mente criminale” del gruppo che ha rapito il piccolo Tommaso Onofri. Nel processo di primo grado, nei due processi d'appello e per due volte in Cassazione la MACREV è stata presentata, illustrata e discussa dal collegio di difesa dell'imputata, gli avvocati Eduardo Rotondi e Luigi Vincenzo. La relazione venne organizzata ed approntata dal loro consulente, il prof. Carmelo Lavorino, che si avvalse (1) della collaborazione di un gruppo di studenti universitari oggi quasi tutti laureati in Scienze dell'Investigazione all'Università di L'Aquila, (2)  di un gruppo di analisti specialisti, fra cui Fernanda  Carraccia, Alessandro Comi, Dante Davalli, Enrico Delli Compagni, Marco Lilli, già interessatisi della difesa di Carmine Belli. Il contributo è a cura della dottoressa Chiara Uccello, la quale si è laureata  brillantemente discutendo la tesi “Lo strumento metodologico MACREV applicato al caso di  omicidio di Tommaso Onofri” (relatore il prof. Francesco Sidoti, correlatore il prof. Avv. Eduardo Rotondi), dopo avere partecipato attivamente e con successo all'impostazione e all'elaborazione di questo strumento per il processo Conserva. 1- DEFINIZIONE DI MACREV La MACREV è uno strumento di analisi investigativa criminale che, partendo dall’esame, dall’analisi e dall’elaborazione approfondita dell’evento criminoso e dei comportamenti dei  personaggi coinvolti, posiziona spazialmente e temporalmente i soggetti che lo hanno determinato e/o ne sono stati parti attive o passive durante il suo “Ciclo Vitale”, per poi ricostruire le fasi  cronologiche dell'evento col massimo grado di certezza scientifica. Cristallizza la realtà oggettiva dei movimenti, dei comportamenti e dei posizionamenti dei vari personaggi della vicenda  criminosa-giudiziaria, permettendo un’analisi investigativa criminale scientifica, fredda, esaustiva  ed esatta.  Il suo ideatore è il prof. Carmelo Lavorino, il quale l’ha applicata in diversi processi ed analisi criminali, fra cui il processo d’appello contro Pietro Pacciani accusato dei delitti del Mostro di  Firenze, il processo di Via Poma contro Federico Valle e Raniero Busco, il processo di Cogne contro Annamaria Franzoni accusata dell’uccisione del figlio Samuele, il processo per il delitto di  Arce contro Carmine Belli accusato dell’omicidio di Serena Mollicone La MACREV è stata sperimentata dal CESCRIN, in via teorica e virtuale, per i processi contro Salvatore Parolisi,  accusato dell’omicidio della moglie Carmela Rea, contro Sabrina Misseri e Cosima Serrano, accusate dell’uccisione di Sarah Scazzi, contro Raffaele Sollecito ed Amanda Knox accusati  dell'omicidio di Meredith Kercher.  La MACREV nasce dall’esigenza di leggere, valutare ed elaborare in maniera univoca i numerosi, collegati, collegabili e/o nidificati “quando” e “dove” della vicenda criminosa riferiti a  tutti i “chi”, in modo da non fare sopravvivere contraddizioni, punti oscuri o lacune.  È uno strumento filtro che fissa i limiti, i vincoli e le condizioni del tipo fisico, spaziale, temporale, logico e scientifico relativi il caso criminale in analisi investigativa.    La MA.C.R.EV. ha le seguenti finalità:  I. La ricostruzione dei tempi esecutivi dell’autore del crimine all’interno del suo modus operandi;   II.  La fissazione di vincoli, limiti e condizioni spaziali, temporali di possibilità, di opportunità, esecutivi e di capacità relativi alla produzione dell’evento stesso;    III.  L’individuazione di eventuali vizi di presupposti o di ragionamento commessi da qualunque parte processuale, investigativa o tecnica, se basati su errori di tipo spaziale, temporale  e di possibilità esecutive;   IV. L’analisi della tempistica dal punto di vista delle leggi fisiche, matematiche, logiche e scientifiche;   V. La valutazione, analisi e definizione della verosimiglianza, della veridicità e della corrispondenza dei dati informativi prodotti dai soggetti della vicenda stessa;   VI.  L’individuazione del Momento Zero e delle impossibilità scientifiche e fisiche di una o più ipotesi, versioni o dichiarazioni;    VII.  La verifica di alibi, di tempistiche, di ipotesi, di ricostruzioni, di congetture e di tesi.   VIII.  La fissazione dei limiti spaziali e temporali del crimine e demistificazione delle dichiarazioni, delle versioni e delle ipotesi che hanno superato tali limiti.   2- I DATI E LE TABELLE FONDAMENTALI DELLA MACREV La MA.C.R.EV. predispone cinque gruppi di dati e due tipi di tabelle: 2.1- DATI DELLA MACREV Gruppo 1. L’individuazione e la definizione delle persone della vicenda i cui comportamenti,  spostamenti e posizionamenti hanno un’influenza sull’evento.  Gruppo 2. I punti geografici delle scene del crimine topici alla ricostruzione spaziale e temporale dell’evento.  Gruppo 3. I tragitti e i percorsi di interesse criminologico, criminalistico, investigativo, di intelligence e giudiziario.  Gruppo 4. Gli orari certi; la ricostruzione degli orari secondo le dichiarazioni singole di ogni personaggio dell’evento e il combinato disposto dei punti 1, 2, 3.  Gruppo 5. La ricostruzione sistemica degli orari, delle sincronie, dei posizionamenti e dei comportamenti delle persone durante e subito dopo l’evento.    2.2 – LE TABELLE MA.C.R.EV. Tabelle riportanti i sub-eventi individuati con relativi orari certi.   In ogni scheda sono specificati, a cascata, i posizionamenti spaziali temporali delle persone d’interesse.  Matrici con righe e colonne. Nelle colonne sono inseriti i sub-eventi di interesse col corrispondente orario certo; nelle righe la posizione e/o il comportamento delle persone in quell’esatto  momento.  Il gruppo di lavoro CESCRIN ha adottato questo strumento metodologico investigativo criminale applicandolo al caso di sequestro-omicidio del piccolo Tommaso Onofri, ponendosi  l’obiettivo di dimostrare l'assenza di prove concrete e oggettive per condannare anche Antonella Conserva, ritenuta colpevole ai sensi dell’ex art. 630, co. 2 C.P. – “sequestro di persona del  piccolo Tommaso Onofri, a seguito del quale cagionava la morte dell’ostaggio quale conseguenza non voluta”   Antonella Conserva è accusata di avere partecipato all’ideazione del rapimento, di essere presente la sera del 2 Marzo 2006 sulla scena del rapimento, di avere il compito di custode  dell’ostaggio e di avere prelevato Alessi Mario in zona sud del cavalcavia dopo il sequestro. Chiamata in correità dapprima da Raimondi Salvatore, successivamente anche da Alessi Mario.  Antonella Conserva è stata condannata in primo grado dalla Corte D’Assise di Parma con sentenza del 28/05/08 alla pena di anni 30 di reclusione, oltre a pene accessorie. Avverso tale  sentenza veniva proposto appello. La Corte D’Assise di Appello di Bologna, in data 4/11/2009, confermava la pena di anni 30 di reclusione. Avverso la sentenza di appello veniva proposto  ricorso per Cassazione, deciso con sentenza del 13/12/2010, che annullava la sentenza impugnata nei confronti di Conserva Antonella e rinviava davanti a diversa sezione della Corte d’Assise  di Appello di Bologna per nuovo giudizio. La nuova sezione, con sentenza in data 17/06/2011, resa in sede di rinvio, ribadiva la condanna di Conserva Antonella determinando nei suoi  confronti la pena, in concorso di attenuanti generiche valutate ex art. 630 comma 6 C.P., in anni 24 di reclusione, confermando nel resto la pronuncia di Primo Grado. La sentenza di rinvio  escludeva in toto la valenza probatoria alle dichiarazioni accusatorie di Alessi, perché tardive, non coerenti e sospette di animosità. Al nuovo ricorso per Cassazione (motivando  l’impugnazione deducendo violazione di legge e vizio di motivazione) la Corte Suprema di Cassazione, Prima Sezione Penale, ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza della Corte  d’Assise d’Appello di Bologna. La condanna è ora definitiva.   È doveroso fare presente che la difesa di Antonella Conserva sta predisponendo le attività per impostare l’istanza per la revisione del processo. Tramite uno studio approfondito e dettagliato della vicenda criminale, il team investigativo ha individuato e rappresentato con mappe e tabelle gli accadimenti e i movimenti delle varie  persone in qualsiasi modo coinvolte nei fatti relativi al sequestro di Tommaso Onofri, da cui emerge l’insussistenza, in capo all’imputata Antonella Conserva, di qualsivoglia possibilità  esecutiva del crimine. Partendo dall’analisi congiunta e sistemica degli elementi di prova certi ed incontrovertibili, siamo arrivati a prospettare una ricostruzione connotata dal  carattere della oggettività e della coerenza, interna ed esterna. Dopo aver confutato la versione dei fatti propalata dall’imputato Salvatore Raimondi, chiamante in correità della sig.ra Conserva, abbiamo dimostrato l’inattendibilità assoluta delle  dichiarazioni dello stesso, necessariamente estesa e riferita anche alla fase anteriore alla esecuzione del progetto criminoso, fase per cui dichiara il coinvolgimento della Conserva,  attribuendole il futuro compito di custode dell’ostaggio.   È stata effettuata una raccolta, confutazione ed analisi di tutti i dati utili, al fine di smontare la versione dei fatti offerta dal chiamante in correità e sostenuta dalla Corte che  indica Conserva Antonella come consapevolmente partecipe all’azione criminosa del sequestro, anche alla luce degli orari relativi agli eventi. Lo specialista che forma e imposta la MACREV deve possedere i requisiti di (1) conoscenza circostanziale e documentale di tutti gli aspetti investigativi, criminalistici e criminologici del  caso in analisi, (2) le competenze professionali in indagini tecniche e forensi  e in indagini investigative e 
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