Direttore responsabile    Carmelo Lavorino
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Investigazione criminale, Criminologia, Criminalistica, Intelligence, Sicurezza, Scienze dell'Investigazione e Forensi, Analisi Criminale Sistemica
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 LA TRIADE CRIMINODINAMICA di Carmelo LAVORINO - Ha collaborato Enrico DELLI COMPAGNI La "Firma Complessa del Soggetto Ignoto" è l'INSIEME SISTEMICO degli effetti dei suoi comportamenti prodotti durante l'ideazione e l'attuazione del crimine. Tale  INSIEME SISTEMICO è costituito da tre tipologie di atti e comportamenti: 1) atti di modus operandi ed esecutivi, 2) atti di matrice psicologica, simbolici e ritualistici, 3)  atti autoconservativi e di autosicurezza.   Definisco questo INSIEME COMPLESSO come "TRIADE CRIMINODINAMICA".  1 - GENERALITÀ DELLA TRIADE CRIMINODINAMICA Il soggetto ignoto aggressore (offender), o entità criminale, ossia “combinazione criminale”, nell’eseguire il progetto criminoso durante il “ciclo vitale del crimine*” e il “ continuum  temporale*” , agisce, mette in essere e fonde tre tipi di comportamenti e di azioni: 1) gli atti esecutivi del progetto criminale e di modus operandi, 2) gli atti di matrice psicologica e ritualistici,  3) gli atti autoconservativi e di autosicurezza.   I suddetti tre tipi di comportamenti sono tre precisi indicatori ed elementi sistemici del grande indicatore “TRIADE CRIMINODINAMICA”, indicatori che dall'ideazione  all'esecuzione del crimine ed alla presa distanza dallo stesso: (1) si intrecciano, confluiscono, si sovrappongono e, in parte, si fondono; (2) possono essere uniti dai nessi di causalità, posterità, contemporaneità, di successione schematica e di sinergia. La TRIADE CRIMINODINAMICA viene individuata, dedotta e definita tramite gli strumenti logico-investigativi della CSAI*, della Vittimologia e della  3ACI*.  Il modello della TRIADE CRIMINODINAMICA è generalizzato e utilizzabile per ogni tipologia di crimine, pertanto alcune specificazioni che trovano maggiore interesse in un particolare reato possono essere, ovviamente, meno importanti per un'altra tipologia. A volte lo stesso elemento può avere una valenza diversa a seconda di come viene usato, ad esempio la necessità di conoscere il management dell'evento riguardo al reperimento di armi sofisticate ha un'importanza altissima, potrebbe averne meno nel caso in cui l'arma  utilizzata sia di facile reperimento domestico. Il concetto TRIADE CRIMINODINAMICA è (1) l'ampliamento del concetto espresso da Douglas nel CCM “Esistono tre manifestazioni del comportamento dell'offender sulla scena del crimine: il Modus Operandi (MO), la personation (o signature, la firma) e lo staging (la messa in scena)”, in quanto propone nuove categorie e le relative sottocategorie, le approfondisce e le collega con infralink, interlink, overlink e superlink, (2) la fissazione del fatto che la firma non è deducibile soltanto nei delitti seriali, ma anche in quelli singoli,  in base ai principi del ciclo vitale del crimine e della complessa sistemicità del comportamento criminale* che produce effetti e tracce di diversa tipologia. 2 – LE TRE CATEGORIE DI COMPORTAMENTI ED ATTI DELLA TRIADE CRIMINODINAMICA GRUPPO 1 - ATTI ESECUTIVI E DI MODUS OPERANDI Gli atti di modus operandi ed esecutivi sono gli “atti strumentali e finalizzati all’attuazione del crimine; alcuni di essi hanno specifici tratti stilistici, esecutivi, tecnici, di  pianificazione, di capacità, di destrezza, di conoscenze criminali”. Il CCM, a proposito del modus operandi, riporta “Le azioni compiute da un offender durante la commissione di un crimine al fine di realizzare un crimine stesso definiscono il MO  che è costituito da una serie di comportamenti appresi – sviluppati dall'offender e fatti propri perché a lui funzionali – e allo stesso tempo dinamici e modificabili. In ogni carriera  criminale, a prescindere dalle circostanze, il MO evolve con il criminale stesso. Ogni offender commette degli errori, ma la maggior parte impara dagli sbagli commessi e cerca di  migliorare con il passare del tempo”.  Gli atti per l’attuazione pratica del progetto criminale e di modus operandi sono messi in essere durante le attività criminali specifiche e sono deducibili da alcuni aspetti peculiari, detti  tecnici-stilistici-esecutivi.   Gli atti di modus operandi sono classificati in otto sottocategorie:   1. Le fasi Logistiche Esecutive Strategiche Tattiche (L.E.S.T.) sono le quattro sub-categorie di fasi che costituiscono il modus operandi.    L = acquisizione e organizzazione dei mezzi e delle risorse;   E = attuazione del progetto e messa in essere del percorso critico;   S = attuazione ed esecuzione delle fasi e delle attività strategiche;   T =  attuazione ed esecuzione delle fasi e delle attività tattiche.  2. L’alterazione non voluta della scena fa parte degli atti esecutivi, in quanto dipende da fattori casuali, incidentali, situazionali o comportamentali.  3. Lo stile esecutivo indica il modo qualitativo, di efficienza, di professionalità e di complessità con cui il modus operandi si manifesta, viene agito e viene percepito dalla vittima  e dagli investigatori.   4. Il percorso critico per agire il crimine è quella serie di attività minimali che devono essere effettuate in fasi, in tempi e modi specifici per raggiungere il fine ultimo del  crimine, inteso come “l’aggressione al bene con l’effetto del danno + la presa distanza dal crimine + l'autoconservazione”.   5. Il modello decisionale del crimine e il nucleo dell'azione esecutiva sono così definiti: “Il crimine, inteso come “attuazione di un comportamento aggressivo a un bene per  raggiungere lo scopo del danno al bene aggredito e farla franca”, ha formato nel suo evolversi e progredire specifici modelli operativi, anche tenendo conto dei nessi eziologico  e competitivo che lo rapportano all’investigazione criminale”.  6. Il management logistico indica l'origine, l’acquisizione, la gestione, il coordinamento, il controllo, l'uso, il destino e l'eventuale smaltimento dei sistemi e degli strumenti del  crimine.  7. Il superamento del sistema difensivo-protettivo della vittima indica le forme, i tempi e i modi di come siano state superate tutte le difese della vittima, siano esse del tipo  attivo o passivo, del tipo fisico, digitale, elettronico, umano, misto o integrato.  8. La presenza sui luoghi del percorso critico e sui percorsi generali e particolari del crimine indica i dove, i quando e le peculiarità della presenza della combinazione criminale  su tali luoghi e percorsi. 
Strumenti di Logica Investigativa ed Analisi Criminale
A sinistra la copertina del CCM. Al centro dall'alto in basso: i profiler John Douglas e Robert Ressler. A destra le copertine dei volumi “Il Metodo MOCCI” di Carmelo Lavorino e “Scena del Crimine e Tracce Criminali” di Carmelo Lavorino e Marco Cannavicci